Alberto Macario

Stress e proteine, intervista ad Alberto Macario

di Davide Matranga

In occasione del simposio dal titolo “Stress. Patologie correlate e loro terapie”, organizzato presso la Sala Martorana di Palazzo Comitini a Palermo dallo Iemest, l’Istituto euro mediterraneo di scienza e tecnologia, e che ha luogo proprio in queste ore, abbiamo incontrato Alberto Macario, professore presso l’Università di Baltimora, Usa, e ospite di caratura internazionale dell’evento.

Macario è responsabile per l’Istituto della sezione di fisiologia e patologia delle proteine anti-stress. Le attività principali di questo gruppo di ricerca vertono sulla definizione e caratterizzazione delle “chaperonopatie”, gruppo di condizioni patologiche recentemente identificato, caratterizzate dalla presenza di chaperoni molecolari anomali (proteine) che contribuiscono alla insorgenza di alcune patologie. Nel curriculum vitae di Macario spiccano collaborazioni con Houssay, Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina, Bachmann, Celada e Rita Levi Montalcini.

Professore, cosa dirà nel suo intervento?
Oggi la componente “stress” è molto presente nella nostra società e questa possiede una notevole influenza sui tre principali componenti del nostro organismo: proteine, lipidi e carboidrati. Noi ci interessiamo nel particolare dell’effetto sulle proteine, effetti che sono molto importanti. Fortunatamente il nostro corpo, le nostre cellule, hanno sviluppato meccanismi vari atti al contrasto dello stress. Tra questi le chaperone molecolari per le quali stiamo cercando di capire come queste agiscono per poi riutilizzare questo meccanismo e migliorare la reazione allo stress. Esistono malattie legate a questi elementi e noi siamo sulla buona strada per capire come contrastarne il fenomeno. Con il processo d’invecchiamento, poi, questi processi aumentano. Lavorando con queste molecole e vedendo come se ne possa migliorare il lavoro si può anche contribuire a migliorare e rallentare il processo dell’invecchiamento.

Come si possono prevenire queste malattie?
Prima di tutto è importante che i medici siano educati. Non tutti, infatti, conoscono questa tipologia di problematiche. Penso in particolare alle nuove generazioni di medici perché possano meglio conoscere l’evoluzione delle patologie nei pazienti, oltre ai medici più anziani che hanno bisogno di aggiornarsi. Ovviamente ci vuole un indirizzo di cura alle chaperone, con la realizzazione di farmaci adatti. 

Esistono patologie più vicine al problema? Quanto la dieta alimentare può aiutare nella prevenzione?
In un certo senso c’è la vecchiaia che, sebbene non sia una patologia, rappresenta la maggiore esposizione all’evoluzione di questa tipologia di problemi. Esistono poi tante altre malattie attinenti localizzate in vari settori del corpo. Per quanto concerne la dieta al momento non riscontriamo specifici collegamenti con le chaperonopatie ma ad ogni modo una dieta sana è comunque utile, a prescindere da tutto.

Lei ha girato tanto intorno al mondo potendo fare Ricerca in vari posti. Come vede la Ricerca nel nostro Paese? E’ vero che siamo così indietro rispetto agli altri stati?
Questi sono pregiudizi, falsi miti. Anche negli Usa ci sono università buone e meno buone. Anche qua in Italia è possibile fare bei progetti di ricerca, l’unico problema è che da queste parti si deve fare più fatica affinché quanto elaborato, anche se molto importante ed interessante, possa essere apprezzato per quello che vale. E’ una questione di percezione. Il denaro, poi, nei paesi dove ce n’è troppo è sperperato, in quelli dov’è poco nella maggior parte dei casi viene speso alacremente e bene. La cosa fondamentale per i gruppi di ricerca è che devono avere sempre fiducia in sé stessi e cercare di portare avanti comunque i propri progetti.

Come giudica, infine, i suoi anni di esperienza nel comitato scientifico dello Iemest?
Qualcosa di molto positivo, con un background importante e valido, proprio sulle basi di quanto detto prima. E’ un luogo d’eccellenza dove poter fare ricerca e promuovere lo sviluppo economico ed intellettuale di questa città e, perché no, di tutta la regione, dell’Italia e se non addirittura di tutto il mondo.